Polipi intestinali: sintomi e rimozione in colonscopia

Un percorso chiaro sui polipi intestinali: sintomi, fattori di rischio, preparazione alla colonscopia e cosa aspettarsi dalla polipectomia, la procedura endoscopica che li rimuove in sicurezza.

21/07/2026

Pubblicato da Meditalia
Polipi intestinali: sintomi

I polipi intestinali sono tra i reperti più comuni durante una colonscopia dopo i 40-50 anni. Secondo i dati di I numeri del cancro 2025 di AIOM e AIRTUM, in Italia sono state stimate 48.706 nuove diagnosi di tumore del colon-retto nel 2024, ma lo stesso rapporto registra un calo del 2,6% dei nuovi casi — superiore alla media europea — e una riduzione del 13% dei decessi nell’ultimo decennio, anche grazie ai programmi di screening.

Riconoscere i sintomi dei polipi intestinali, sapersi preparare correttamente alla colonscopia e capire come funziona la polipectomia (la procedura con cui i polipi vengono rimossi) aiuta il paziente ad affrontare l’esame con maggiore consapevolezza. In questo articolo vediamo cosa sono i polipi, quando destano sospetto e come avviene la loro rimozione in sicurezza.


Cosa sono i polipi intestinali

I polipi intestinali sono piccole escrescenze (protuberanze) che si formano sulla parete interna del colon o del retto. La maggior parte è di natura benigna, ma alcuni tipi possono trasformarsi nel tempo in tumore del colon-retto, la seconda neoplasia più diffusa in Italia dopo quella del polmone.

Le linee guida AIOM 2024 distinguono tre principali categorie:

  • Polipi iperplastici: generalmente benigni, soprattutto se di piccole dimensioni (sotto i 10 mm) e localizzati nel tratto retto-sigma; raramente evolvono in carcinoma.
  • Adenomi (tubulari, villosi o tubulo-villosi): sono i precursori più comuni del cancro del colon-retto. Il rischio cresce con le dimensioni (oltre 10 mm), il numero (tre o più) e la presenza di displasia di alto grado (alterazioni cellulari che precedono la trasformazione tumorale).
  • Polipi serrati: spesso piatti e difficili da individuare, soprattutto nel colon destro, dove sono associati a un maggior rischio di trasformazione neoplastica.
  • Si stima che circa il 5% dei polipi possa evolvere in una forma maligna: per questo individuarli e rimuoverli in tempo è una misura preventiva, non solo diagnostica.

 


Polipi intestinali: quali sintomi possono comparire

Nella maggior parte dei casi, i polipi intestinali non danno alcun disturbo: è uno dei motivi per cui lo screening è così importante. Quando presenti, i sintomi possono includere:

  • sanguinamento rettale, spesso minimo e non visibile a occhio nudo (occulto);
  • variazioni persistenti dell’alvo (abitudini intestinali), come stitichezza o diarrea che durano più di 3-4 settimane;
  • dolore o fastidio addominale ricorrente;
  • anemia da carenza di ferro, riscontrata occasionalmente con esami del sangue di routine, legata a un sanguinamento cronico di basso grado.

Questi segnali non sono specifici dei polipi e possono avere molte altre cause; se persistono, però, è opportuno parlarne con il proprio medico curante, che valuterà l’indicazione a una colonscopia.


Fattori di rischio per i polipi intestinali

Alcuni fattori aumentano la probabilità di sviluppare polipi intestinali nel corso della vita:

  • età: il rischio cresce progressivamente dopo i 40-50 anni;
  • familiarità: avere un familiare di primo grado con polipi o tumore del colon-retto aumenta il rischio personale;
  • sindromi genetiche: condizioni come la poliposi adenomatosa familiare (FAP) o la sindrome di Lynch predispongono allo sviluppo di numerosi polipi, spesso in età più giovane;
  • stile di vita: una dieta povera di fibre e ricca di grassi, la sedentarietà, il fumo e il consumo elevato di alcol sono associati a un rischio maggiore;
  • malattie infiammatorie croniche intestinali, come la colite ulcerosa e il morbo di Crohn.

Conoscere i propri fattori di rischio aiuta il medico a personalizzare i tempi di inizio e la frequenza dello screening.


Perché la diagnosi precoce fa la differenza

La maggior parte dei tumori del colon-retto si sviluppa secondo la cosiddetta sequenza adenoma-carcinoma: un piccolo polipo adenomatoso che, nell’arco di 5-10 anni, accumula alterazioni genetiche fino a trasformarsi in un tumore invasivo. Interrompere questo percorso rimuovendo il polipo in fase precoce è oggi uno degli strumenti di prevenzione oncologica più efficaci disponibili.

Nel 2024 quasi 8 milioni di persone tra i 50 e i 69 anni sono state invitate al test per la ricerca del sangue occulto nelle feci, il primo livello dello screening pubblico del colon-retto. L’adesione resta però disomogenea sul territorio nazionale, più alta al Nord e più bassa al Sud e nelle Isole: un divario che rende ancora più importante l’informazione rivolta ai pazienti.


Endoscopia digestiva: come si individuano i polipi

La colonscopia resta l’esame di riferimento per individuare i polipi intestinali. Si tratta di una procedura di endoscopia digestiva che consente al gastroenterologo di esplorare direttamente la mucosa (il rivestimento interno) del colon e del retto attraverso un endoscopio, uno strumento flessibile dotato di telecamera.

Oltre a individuare eventuali polipi, la colonscopia permette quasi sempre di rimuoverli nella stessa seduta, evitando un secondo intervento.


Come prepararsi alla colonscopia

Una preparazione adeguata è determinante per la qualità dell’esame e per la capacità del medico di individuare anche i polipi più piccoli. In generale, nei giorni precedenti l’esame viene richiesto di:

  • seguire una dieta povera di scorie (a basso contenuto di fibre) per 2-3 giorni prima della procedura;
  • assumere la soluzione per la pulizia intestinale (preparazione lassativa) secondo lo schema indicato dal medico o dal centro endoscopico;
  • sospendere temporaneamente, solo su indicazione medica, eventuali farmaci anticoagulanti o antiaggreganti;
  • comunicare al centro allergie, patologie concomitanti e terapie in corso.

Ogni indicazione specifica su tempi e modalità della preparazione deve sempre provenire dal medico o dal centro che esegue l’esame, poiché può variare in base al tipo di preparato utilizzato e alle condizioni cliniche del paziente.


La polipectomia: come funziona la rimozione dei polipi

La polipectomia è la procedura con cui il polipo viene asportato durante la colonscopia, senza necessità di chirurgia tradizionale. La tecnica utilizzata dipende soprattutto dalle dimensioni e dalla forma della lesione.

Le linee guida ESGE (European Society of Gastrointestinal Endoscopy), aggiornate nel 2024, indicano che:

  • per i polipi minuscoli (fino a 5 mm) e per quelli piccoli (6-9 mm), la tecnica raccomandata è la polipectomia a freddo con ansa (cold snare polypectomy), che utilizza un’ansa metallica per asportare il tessuto senza applicare corrente elettrica, riducendo il rischio di danno termico e di sanguinamento ritardato;
  • per i polipi non peduncolati di 10-19 mm si utilizza generalmente la polipectomia a caldo (hot snare), che sfrutta l’elettrocoagulazione;
  • per i polipi di grandi dimensioni (oltre 20 mm) si ricorre a tecniche più complesse come la resezione endoscopica della mucosa (EMR).

Il tessuto rimosso viene sempre inviato all’esame istologico (analisi al microscopio), che permette di confermare la natura del polipo e, se necessario, definire il programma di controlli successivi.


Dopo la polipectomia: recupero e controlli nel tempo

Nella maggior parte dei casi la polipectomia è una procedura ambulatoriale ben tollerata, con un recupero rapido: molti pazienti tornano alle normali attività già il giorno successivo, seguendo le indicazioni del centro su alimentazione e attività fisica nelle prime 24-48 ore.

La frequenza dei controlli successivi dipende dalle caratteristiche del polipo rimosso. Le linee guida AIOM 2024 indicano, a titolo orientativo:

  • polipo iperplastico singolo, inferiore a 10 mm, nel retto-sigma: nuova colonscopia dopo 10 anni;
  • 1-2 adenomi inferiori a 10 mm, senza displasia di alto grado: controllo dopo 10 anni;
  • 3-4 adenomi piccoli, oppure almeno un adenoma di 10 mm o più, oppure displasia di alto grado: controllo dopo 3-5 anni;
  • 5 o più adenomi, adenoma villoso o polipo serrato sessile avanzato: controllo dopo 3 anni;
  • rimozione incompleta o frammentata del polipo, o pazienti a rischio più elevato: controllo anche dopo 1 anno.

È il medico curante o il gastroenterologo di riferimento a definire il calendario di controlli più adatto a ogni singolo paziente, sulla base del referto istologico.


Quando rivolgersi al medico

È opportuno consultare il proprio medico, indipendentemente dall’età, in presenza di:

  • sangue nelle feci o sanguinamento rettale;
  • variazioni persistenti (oltre 3-4 settimane) delle abitudini intestinali;
  • dolore addominale ricorrente senza causa apparente;
  • storia familiare di polipi o tumore del colon-retto, che può anticipare l’indicazione allo screening.

Anche in assenza di sintomi, a partire dai 50 anni (o prima, in presenza di familiarità o altri fattori di rischio) è opportuno discutere con il proprio medico l’opportunità di aderire ai programmi di screening del colon-retto.

I polipi intestinali danno sempre sintomi?

No: nella maggior parte dei casi i polipi intestinali sono asintomatici e vengono scoperti casualmente durante una colonscopia di screening o eseguita per altri motivi.

La polipectomia è dolorosa?

La polipectomia viene eseguita durante la colonscopia, generalmente in sedazione, e la mucosa intestinale non possiede recettori del dolore in senso stretto: la maggior parte dei pazienti non avverte dolore durante la procedura.

Quanto dura il recupero dopo la rimozione di un polipo?

Nella maggior parte dei casi il recupero è rapido: si torna alle normali attività già entro 24-48 ore, seguendo le indicazioni del centro su alimentazione e sforzi fisici.

Ogni quanto bisogna ripetere la colonscopia dopo una polipectomia?

Dipende dal tipo e dal numero di polipi rimossi: gli intervalli, secondo le linee guida AIOM 2024, vanno da 1 a 10 anni; è il medico a stabilire la tempistica più adatta sulla base del referto istologico.

Tutti i polipi intestinali possono diventare tumori?

No: solo una parte dei polipi, in particolare gli adenomi e alcuni polipi serrati, ha potenziale di trasformazione maligna; si stima che ciò riguardi circa il 5% dei polipi complessivi.

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