28/07/2026
Un percorso chiaro sui polipi intestinali: sintomi, fattori di rischio, preparazione alla colonscopia e cosa aspettarsi dalla polipectomia, la procedura endoscopica che li rimuove in sicurezza.
21/07/2026
I polipi intestinali sono tra i reperti più comuni durante una colonscopia dopo i 40-50 anni. Secondo i dati di I numeri del cancro 2025 di AIOM e AIRTUM, in Italia sono state stimate 48.706 nuove diagnosi di tumore del colon-retto nel 2024, ma lo stesso rapporto registra un calo del 2,6% dei nuovi casi — superiore alla media europea — e una riduzione del 13% dei decessi nell’ultimo decennio, anche grazie ai programmi di screening.
Riconoscere i sintomi dei polipi intestinali, sapersi preparare correttamente alla colonscopia e capire come funziona la polipectomia (la procedura con cui i polipi vengono rimossi) aiuta il paziente ad affrontare l’esame con maggiore consapevolezza. In questo articolo vediamo cosa sono i polipi, quando destano sospetto e come avviene la loro rimozione in sicurezza.
I polipi intestinali sono piccole escrescenze (protuberanze) che si formano sulla parete interna del colon o del retto. La maggior parte è di natura benigna, ma alcuni tipi possono trasformarsi nel tempo in tumore del colon-retto, la seconda neoplasia più diffusa in Italia dopo quella del polmone.
Le linee guida AIOM 2024 distinguono tre principali categorie:
Nella maggior parte dei casi, i polipi intestinali non danno alcun disturbo: è uno dei motivi per cui lo screening è così importante. Quando presenti, i sintomi possono includere:
Questi segnali non sono specifici dei polipi e possono avere molte altre cause; se persistono, però, è opportuno parlarne con il proprio medico curante, che valuterà l’indicazione a una colonscopia.
Alcuni fattori aumentano la probabilità di sviluppare polipi intestinali nel corso della vita:
Conoscere i propri fattori di rischio aiuta il medico a personalizzare i tempi di inizio e la frequenza dello screening.
La maggior parte dei tumori del colon-retto si sviluppa secondo la cosiddetta sequenza adenoma-carcinoma: un piccolo polipo adenomatoso che, nell’arco di 5-10 anni, accumula alterazioni genetiche fino a trasformarsi in un tumore invasivo. Interrompere questo percorso rimuovendo il polipo in fase precoce è oggi uno degli strumenti di prevenzione oncologica più efficaci disponibili.
Nel 2024 quasi 8 milioni di persone tra i 50 e i 69 anni sono state invitate al test per la ricerca del sangue occulto nelle feci, il primo livello dello screening pubblico del colon-retto. L’adesione resta però disomogenea sul territorio nazionale, più alta al Nord e più bassa al Sud e nelle Isole: un divario che rende ancora più importante l’informazione rivolta ai pazienti.
La colonscopia resta l’esame di riferimento per individuare i polipi intestinali. Si tratta di una procedura di endoscopia digestiva che consente al gastroenterologo di esplorare direttamente la mucosa (il rivestimento interno) del colon e del retto attraverso un endoscopio, uno strumento flessibile dotato di telecamera.
Oltre a individuare eventuali polipi, la colonscopia permette quasi sempre di rimuoverli nella stessa seduta, evitando un secondo intervento.
Una preparazione adeguata è determinante per la qualità dell’esame e per la capacità del medico di individuare anche i polipi più piccoli. In generale, nei giorni precedenti l’esame viene richiesto di:
Ogni indicazione specifica su tempi e modalità della preparazione deve sempre provenire dal medico o dal centro che esegue l’esame, poiché può variare in base al tipo di preparato utilizzato e alle condizioni cliniche del paziente.
La polipectomia è la procedura con cui il polipo viene asportato durante la colonscopia, senza necessità di chirurgia tradizionale. La tecnica utilizzata dipende soprattutto dalle dimensioni e dalla forma della lesione.
Le linee guida ESGE (European Society of Gastrointestinal Endoscopy), aggiornate nel 2024, indicano che:
Il tessuto rimosso viene sempre inviato all’esame istologico (analisi al microscopio), che permette di confermare la natura del polipo e, se necessario, definire il programma di controlli successivi.
Nella maggior parte dei casi la polipectomia è una procedura ambulatoriale ben tollerata, con un recupero rapido: molti pazienti tornano alle normali attività già il giorno successivo, seguendo le indicazioni del centro su alimentazione e attività fisica nelle prime 24-48 ore.
La frequenza dei controlli successivi dipende dalle caratteristiche del polipo rimosso. Le linee guida AIOM 2024 indicano, a titolo orientativo:
È il medico curante o il gastroenterologo di riferimento a definire il calendario di controlli più adatto a ogni singolo paziente, sulla base del referto istologico.
È opportuno consultare il proprio medico, indipendentemente dall’età, in presenza di:
Anche in assenza di sintomi, a partire dai 50 anni (o prima, in presenza di familiarità o altri fattori di rischio) è opportuno discutere con il proprio medico l’opportunità di aderire ai programmi di screening del colon-retto.
No: nella maggior parte dei casi i polipi intestinali sono asintomatici e vengono scoperti casualmente durante una colonscopia di screening o eseguita per altri motivi.
La polipectomia viene eseguita durante la colonscopia, generalmente in sedazione, e la mucosa intestinale non possiede recettori del dolore in senso stretto: la maggior parte dei pazienti non avverte dolore durante la procedura.
Nella maggior parte dei casi il recupero è rapido: si torna alle normali attività già entro 24-48 ore, seguendo le indicazioni del centro su alimentazione e sforzi fisici.
Dipende dal tipo e dal numero di polipi rimossi: gli intervalli, secondo le linee guida AIOM 2024, vanno da 1 a 10 anni; è il medico a stabilire la tempistica più adatta sulla base del referto istologico.
No: solo una parte dei polipi, in particolare gli adenomi e alcuni polipi serrati, ha potenziale di trasformazione maligna; si stima che ciò riguardi circa il 5% dei polipi complessivi.
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